Piotta “Nemici”

dal 14 aprile nei negozi di dischi e negli store digitali
special price 12.90 (cd + bonus track) – 6.99 (digital download)

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Dopo il grande rifiuto ai clamori del reality televisivo più famoso d’Italia, Piotta pubblica l’ottavo album di studio e già dal titolo è possibile intuire quello che troveremo al suo interno.
Una fase iniziata nel 2009 con l’album S(u)ono Diverso, dopo l’esperienza americana del Warped Tour come unico artista italiano del cast, una crescita che è continuata nel 2012 con l’album Odio gli indifferenti i cui brani sono stati scelti per lo spettacolo teatrale Freedom – Educare alla libertà accanto al giudice Gherardo Colombo.
Nemici è il nuovo tassello di quello che il percorso musicale di Piotta rappresenta: evoluzione, coerenza, scelte anche difficili dettate dalla creatività e mai dalla banalità del già sentito. Nemici è l’evoluzione di quel mix di rap, rock e reggae che Tommaso ha maturato negli ultimi anni. Il frutto di un intensa attività live, l’incontro con amici e musicisti come Brusco, Il Muro del Canto o i Modena City Ramblers ha sviluppato una nuova linfa produttiva che si è manifestata nei suoni dei nuovi brani, cristallizzati anche dalla produzione di Ra B.
Pioniere del rap italiano certo, ma anche nuovo esponente del crossover musicale e generazionale, come dimostrano anche i featuring di maestri sacri come Afrika Bambaataa per l’hip hop e Captain Sensible per il rock.
Se l’elettronica torna in primo piano rispetto ai precedenti due album, non mancano chitarre distorte, bassi slappati e ritmiche ruvide. Ecco la colonna sonora che mette insieme il pubblico più giovane ai supporter della prima ora, una fanbase eterogenea e trans generazionale.
I testi, anche in questo caso, s’inseriscono nel filone degli ultimi lavori del musicista romano: Tommaso, Piotta, si ferma e riflette su temi di attualità, discussione sociale, politica ed etica. Storie, esperienze di vita vissuta, persone e personaggi che vive tutti i giorni e che popolano le esperienze della sua generazione, ma anche, di quelle immediatamente prima e di quelle contemporanee. Una Roma e un’Italia dalla doppia faccia di cui Tommaso vive il quotidiano, e non si tira indietro al compito di narratore del suo tempo ma anzi percorre il solco dei “cantastorie” (oggi diremmo MC) più illuminati.